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Archivi giornalieri: 10/10/2011

Ponzio Pilato denuncia Gesù: “Diffamato dalla sua biografia”

 
Pilato: “Dovevo decidere in
una frazione di secondo”

Un problema all’adduttore ferma Poli. Se non fosse per quei tre/quattro infortuni ogni due settimane si potrebbe ben dire che ha una fibra d’acciaio.

Comunque anche da indisponibile si lascia preferire a Jonathan.

In compenso Alvarezza è sano come un pesce e può essere convocato. Purtroppo.

A conti fatti, molto meglio il mercato di due anni fa rispetto all’ultimo. Moratti aveva capito che con zero acquisti avrebbe minimizzato le possibilità che Branca facesse minchiate.

De Santis chiede all’Inter 21 milioni di euro per mancati introiti.

Ventuno milioni di euro, 42 miliardi di lire: ma chi cazzo pensa di essere De Santis? Joseph Ratzinger?

La rabbia di Rocchi contro De Santis: “Certe cifre rischiano di far crollare il mercato

Ibrahimovic: “Non sono felice“. Per lui felicità si scrive con almeno sei zeri.

Allegri: “Parlato con Ibra, vuol restare“. All’idea di essere allenato da un tecnico con sto popò di pedigree gli si forma il pan di stelle nelle mutande.

Ah, no: quello è l’effetto che gli fa Abate.

Tegola su Alvarezza, si infortuna in allenamento tamponando due neutrini: deve ancora imparare a controllare lo scatto breve.

In effetti visto che Alvarez è stato pagato 9 milioni di euro, 15 milioni di euro ci stavano.

C’è ancora in italiano una parola che descriva il”sentimento di colpa o di umiliante mortificazione che si prova per un atto o un comportamento, propri o altrui, sentiti come disonesti, sconvenienti, indecenti“?

Superata la prova del weekend Nazionali, quella forma di tortura che ti costringe a rivolgere parola alla tua ragazza.

 

Titolo: “Juve, Amauri per Tevez“. Lo sceicco Mansour andrà in banana dura.

Perso a Lugano per 2-0: dimostra che l’Inter di Centofanti era più forte.

Notizie buone: è rientrato Poli, la giovane promessa in prestito da una squadra di Serie B.

Per fortuna dalla noia ci salva goombade Tokuchi Toua: ecco tutta la triste storia del Folgore Verano. Un esempio di come un tempo per vedere grande calcio non bisognava andare fino a Glossop, bastava stare in paese.