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Archivi Mensili: settembre 2014

Mazzarri dopo la prima: “Voglio vedere in quanti faranno risultato a Torino”. Dopo due partite siamo a uno, il Verona.

"Ti giuro che ieri ero bello"

“Ti giuro che ieri ero bello”

Bisogna rivolgersi al Cicap per capire come fanno gli stessi undici prima a brillare poi a far cagare.

Pareggio convincente sul campo di una neopromossa.

Provata finalmente la difesa a quattro: in effetti dà garanzie tranne quando difendiamo.

CCCP: Col Cazzo Che Perdiamo*

No, you are a loser.

Dnipro annientata: il rullo compressore allestito dal mister non si ferma nemmeno davanti agli straccioni.

Visto come si fa, Putin?

Del resto un tempo Kiev sfornava i Lobanovskyj, i Blochin e gli Shevchenko, ora le Femen.

Al ritorno possono sperare di metterci in difficoltà solo comprando il match. Ma i nostri non vengono via per qualche stecca di cioccolato e alcune paia di collant.

Mazzarri ha visto una bellissima gara contro una squadra tosta. Chissà come sono per lui le bruttissime gare contro squadre di gafani?

*presto che è tardi

Papirando di Macri: “La mia prima volta (come si svergina un interista)”

heyson

“Quelli lì sono andati in B”
“Quali”
“Tutti”

Per l’emozionante partita con l’Unione Sovietica, andremo al Mind the Step di Viale Romagna 37: se volete passare scrivete a catone@interistiorg.    org

Papirando papirando, la rubrica de “la Raza” torna alla terza puntata. La valigia di Macri è quella di un lungo viaggio come quella di Julio Iglesias, dall’arrivo a Milano alla potenziale bomba introdotta a San Siro nell’indifferenza dell’autorità. Se volete contribuire al database de “La Raza” scrivete alla mail di cui sotto. Prossima puntata martedì

Il primo ricordo che ho del Meazza è dal racconto di mio padre, dopo che una mattina era uscito di casa direzione Milano, con sciarpa nerazzurra e uno zaino per i panini preparati dalla mamma, per vedere un Inter-Juve a metà anni ottanta.

Un viaggio di un giorno, passato più sulla strada che ad esultare sugli spalti, ma una volta terminato la felicità per quell’esperienza vissuta e condivisa con amici e compagni di tifo era evidente e per nulla spenta dalla sconfitta rimediata. Mi raccontò di quanto grande fosse lo stadio da fuori, della magia nel vederlo per la prima volta, dell’incredulità per quanta gente ci fosse. Leggi il resto dell’articolo